Trama: Gemma riceve una telefonata da Goiko, un amico che non vede da 16 anni, che la invita a Sarajevo per una mostra fotografica. Gemma parte con il figlio Pietro e qua prendono forma due storie differenti: il soggiorno a Sarajevo alla scoperta della città ancora convalescente dalle ferite di guerra e i ricordi di Gemma che partono dal suo arrivo nella città nel lontano 1984 quando era ancora studentessa. Essa rivive i ricordi del suo vecchio amore Diego, uno squattrinato fotografo genovese conosciuto una serata in compagnia di Goiko dal quale era nata una grande storia d'amore rovinata solo dalla sterilità di Gemma. Il racconto si intreccia con vari incontri che hanno toccato Gemma: la madre e la sorella di Goiko Mirna e Sebina e Aska, una musicista che si offrirà di mettere in affitto il proprio utero per dare a Gemma e a Diego un figlio. Tutto questo ha come sfondo una Sarajevo dilaniata dalla guerra che sconvolgerà la vita della coppia e delle persone che gli stanno accanto..
Impressioni personali: "Venuto al mondo" è stato il primissimo libro che ho letto in formato e-book ed è stata una piacevole sorpresa. Non avevo mai letto niente della Mazzantini che mi ha stupito e coinvolto. Pur non apprezzando le storie d'amore maledette la trama è tutto tranne che sdolcinata. C'è di fondo una storia forte: si parla di Gemma, donna che non riesce ad avere un figlio perchè sterile e ossessionata a dare al compagno Diego un "lucchetto di carne" che lo leghi a lei in modo indissolubile. Il tutto è contornato dallo sfondo di Sarajevo, città bosniaca assediata da un guerra durata dal 1993 al 1996 dalla quale, ad essere sincero, ero ignorante sui fatti più crudi dello scontro. I cecchini nella Sniper valley, le granate che distruggevano case e sopratutto le violenze causate dalle militanze serbe che stuprano e deportavano donne in campi di prigionia. La Mazzantini non annoia mai, cerca di scavare nel profondo della protagonista portando alla luce la sua parte più oscura coltivata dall'ossessione di maternità. Significativa nella parte finale la nascita del figlio Pietro, nato proprio in mezzo agli scontri e tremori delle bombe di Sarajevo, quasi a significare che anche dalla guerra c'è una rinascita.
Frase del libro: "Non si guarisce mai da ciò che ci manca, ci si adatta, ci si racconta altre verità..
Si convive con se stessi, con la nostalgia della vita, come i vecchi."
Riflessioni finali: Il libro è davvero ben scritto, la trama è avvincente e originale. Sarajevo impressiona e da alla storia un grande senso di verità e rinascita.

